Apoteosi, come nel 2006. La vittoria di Giuseppe Cristella, per la terza volta eletto sindaco di Laterza (è primato), ha numeri e contorni da trionfo: 44,3 per cento finale (4.412 voti), avversari battuti e lontani. Praticamente mai in partita, subito consapevoli del “trend” sfavorevole: Angelo Cefalo, centrodestra, chiude al 30,5 per cento; Giuseppe Suglia, centrosinistra, al 25,2. I contorni: via Roma letteralmente invasa a spoglio ancora in corso, imponente sfilata a piedi e in calesse verso la piazza in attesa, baci al vento e braccia al cielo al passaggio. Poi la visita simbolica al Municipio, l’onore delle armi concesso agli sfidanti sconfitti, da questi ricambiato, con il riconoscimento del vincitore: «Faremo insieme cabina di regia per Laterza»: assicura in serata Cristella alla folla stipata e plaudente, dal palco dei ringraziamenti e dei propositi.
«I bisognosi e i più deboli», la priorità. Impegno forte, perché «è più facile fare cinema e teatro che aiutare chi è in difficoltà»: Cristella torna sulle indennità di giunta e sui gettoni di presenza consiliari relativi al primo anno di mandato, da «riconsegnare ai laertini», da «destinare al sociale e alle situazioni di emergenza», parla della Mater Domini che gli è apparsa in sogno - «o forse ero in dormiveglia, non so» - ad annunciargli l’elezione imminente, a chiedergli di «sfilare senza giacca e cravatta alla processione, il prossimo anno». Poi l’abbraccio alla città, il richiamo allo spirito di comunità, e a tre verbi in uno da coniugare, a partire da subito: «Lavorare, lavorare, lavorare, per essere fieri di Laterza, e perché Laterza lo sia di noi». Infine, la promessa, da sottrarre alle frasi fatte, ai luoghi comuni: «Sarò il sindaco di tutti, non del Palazzo».














