Dietro l’espansione dei servizi basati sull’intelligenza artificiale esiste un’infrastruttura fisica gigantesca fatta di data center, sottostazioni elettriche, sistemi di raffreddamento industriale e migliaia di server accelerati da GPU. Proprio su questo punto si concentra la nuova iniziativa lanciata da Erin Brockovich, figura storica dell’attivismo ambientale statunitense, che ha deciso di raccogliere segnalazioni pubbliche sui grandi data center dedicati all’AI. L’obiettivo non riguarda soltanto la trasparenza urbanistica: il progetto punta a mappare consumi energetici, impatto acustico, utilizzo dell’acqua e problemi ambientali associati alla costruzione di infrastrutture hyperscale negli USA.

Il sempre più ampio utilizzo di modelli generativi che svolgono attività addestramento e inferenza su GPU NVIDIA H100, AMD Instinct MI300 e cluster AI multi rack ha fatto esplodere la richiesta energetica dei grandi operatori cloud. Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure, Google Cloud e Oracle stanno investendo miliardi di dollari in nuovi campus informatici ad alta densità. Alcune installazioni superano già i 500 MW di assorbimento elettrico; valori che, in pratica, equivalgono ai consumi di intere città di medie dimensioni.