Forse non vi ricorderete, ma noi di FqMagazine vi parlammo già in passato di quest’ultimo (folle) trend dei “theriani“, giovani e adolescenti che si identificano psicologicamente o spiritualmente in specie animali non umane. La questione ha ora superato i confini dei social network per approdare negli ambulatori medici. Come riporta Euronews, l’Ordine dei Medici Veterinari del Portogallo (OMV) è intervenuto ufficialmente diffondendo direttive interne per vietare ai propri professionisti di visitare, diagnosticare o curare esseri umani, compresi gli individui che si identificano come animali.

Le direttive dell’Ordine e i limiti di legge

L’intervento dell’organismo di controllo portoghese ribadisce in modo inequivocabile i confini legali della professione. Le nuove linee guida stabiliscono che i veterinari non sono autorizzati a eseguire alcun atto clinico, prescrivere trattamenti o effettuare diagnosi su persone, a prescindere dalla loro identità percepita. L’OMV, citato anche dal Correio da Manhã, sottolinea un principio giuridico basilare: per la legge, chiunque si identifichi in un animale rimane legalmente un essere umano. Di conseguenza, l’assistenza sanitaria per questi soggetti resta di competenza esclusiva dei medici e dei professionisti della salute umana. Il protocollo diffuso dall’OMV fornisce istruzioni chiare su come comportarsi in ambulatorio: qualora un veterinario dovesse ricevere una richiesta di consultazione da parte di un “theriano”, è tenuto a mantenere un approccio rispettoso e informativo. Il professionista deve spiegare i limiti imposti dalla legge alla medicina veterinaria e indirizzare la persona verso i servizi sanitari adeguati. L’obiettivo della misura è prevenire violazioni etiche e rimuovere qualsiasi ambiguità all’interno del sistema clinico.