Non solo il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi non è identificabile, ma nemmeno "può essere considerato prova di un contatto aggressivo diretto" o "idoneo a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta".Lo si legge nelle conclusioni della consulenza genetica tra quelle depositate ieri in Procura a Pavia da Liborio Cataliotti e Angela Taccia, i difensori di Andrea Sempio, ora accusato dell'omicidio di Chiara Poggi al posto di Alberto Stasi, l'ex fidanzato della giovane e il solo condannato in via definitiva per il delitto.Nel giorno in cui l'ex legale del 38enne Massimo Lovati è stato rinviato a giudizio per diffamazione degli ex avvocati di Stasi, i professionisti dello Studio Giarda ai quali ha attribuito la "macchinazione" e la "manipolazione organizzata" dietro la prima inchiesta del 2016-17 contro il commesso di Vigevano, spuntano i passaggi delle relazioni tecniche che puntano a scagionare l'attuale indagato e consegnate, come vuole il codice, ai pm pavesi nel tentativo di convincerli a fare marcia indietro e, quindi, a non chiedere il rinvio a giudizio.Marina Baldi, biologa-specialista in genetica medica, spiega che "il rinvenimento di componenti" di aplotipo Y "asseritamente compatibili" con Sempio, oltre a non provare alcuna aggressione, sono da ritenere un dato "tecnicamente debole poiché non si tratterebbe di profili pieni e singoli, ma di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati" e senza "valore individualizzante". In più sottolinea la genetista, "assume rilievo decisivo la presenza di un ulteriore profilo maschile Y non attribuito su altro dito della vittima. Tale circostanza documenta che il materiale subungueale non è geneticamente univoco e che non può essere selezionata soltanto la componente asseritamente compatibile con l'indagato, ignorando la presenza di altri contributi maschili". Qualora ci fosse una compatibilità "parziale" con Sempio, "tale dato non prova che egli abbia avuto un contatto aggressivo con la vittima, né che sia stato graffiato nel corso dell`azione omicidiaria".Casomai restano aperte le ipotesi "quali Dna di fondo, trasferimento secondario, trasferimento occasionale, contaminazione, manipolazione dei reperti o deposito non correlato al fatto". Ma a confutare la ricostruzioni dei pubblici ministeri, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, c'è anche, tra l'altro la memoria, corredata dagli audio, con cui si contestualizzano i soliloqui di Sempio, così rilevanti per inquirenti e investigatori. Sono state "prove di interrogatorio": per Cataliotti e Taccia, "frequentemente simula contestazioni che ritiene gli possano essere mosse, le formula ad alta voce e fornisce le proprie ipotetiche risposte". Proprio come chi è finito nel tritcarne della giustizia e apetta di essere convocato. Infine gli accertamenti, con dovizia di particolari tecnici, sull'impronta a pallini lasciata quasi 19 anni fa sulla scena del crimine da una Frau, taglia 42, indossata dall'assassino. Anche ammettendo la compatibilità della lunghezza, la larghezza del piede di Sempio eccede di oltre 2 centimetri lo spazio massimo disponibile nella scarpa. In pratica era troppo piccola per essere calzata dall'amico del fratello di Marco Poggi, allora 19enne, e con un piede morfologicamente definito "egizio".