HomePesaroCronacaVuelle, gli italiani saranno merce più raraLa fuga dei giovani talenti verso la Ncaa che ora può pagare i giocatori, provocherà una reazione a pioggia di cui soffrirà l’A2Simone Aromando, la società vorrebbe tenerlo ma ha già delle richiesteRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciI giocatori italiani erano già una specie protetta per le regole in vigore. Perché scarseggiano e invece ne servono tanti: 5/6 in serie A (con 16 squadre) anche se poi molti finiscono per non giocare, 8 in serie A2 (con 20 squadre). Ma quest’anno fare mercato sarà un’impresa per tutti, specie per chi ha meno risorse da spendere come la Vuelle, fra l’altro alle prese con problemi più urgenti. Ma poi i nodi arriveranno al pettine perché la rivoluzione avvenuta nella Ncaa nella quale, rispetto al passato, è consentito pagare i giocatori tramite la norma denominata Nil (Name, Images and Likeness) sta depauperando anche il nostro campionato: erano già una cinquantina i giovani talenti italiani che hanno giocato al college quest’anno, ai quali se ne aggiungeranno almeno altri venti che lasceranno le varie squadre. Non solo.

Anche ai giocatori professionisti, italiani o stranieri, che non avevano completato i quattro anni di università sarà consentito tornarci: un esempio è Quinn Ellis, che a fine stagione lascerà Milano per tornare al college e spuntare un ingaggio milionario. Un altro è Saliou Njang, che era già protagonista con la Virtus Bologna anche in Eurolega, ma che ha ricevuto un’offerta irrinunciabile e lascerà l’Italia. C’è però adesso un possibile dietrofront che negherebbe la Ncaa a chi ha già firmato in carriera un contratto professionistico superiore ai 50.000 dollari, ma appare come una boutade perché basterebbe fare causa per vincere la ’partita’. Una chance che sicuramente coinvolgerà maggiormente i giovani talenti come Leonardo Marangon, che saluterà Cividale.