I numeri del centro studi Crea: per il gas a comprare in maggioranza la Francia, l’Ungheria, il Belgio, la Slovacchia e la Spagna. Il petrolio anche in Italia

Ad aprile gli acquisti di gas russo sono in aumento. A causa dell’Iran e della guerra del golfo. Secondo i numeri del centro studi Crea (Center for Research on Energy and Clean Air) di cui parla oggi Il Sole 24 Ore i proventi delle esportazioni di combustibili fossili sono aumentati del 4% e arrivano a 733 milioni di euro al giorno. Il volume totale delle esportazioni invece diminuisce del 7%. A comprare, nell’ordine, in maggioranza la Francia, l’Ungheria, il Belgio, la Slovacchia e la Spagna.

1,6 miliardi

In totale i cinque paesi hanno speso 1,6 miliardi di euro. Gli acquisti sono cresciuti del 13% in Francia (413 milioni di euro) e del 33% mensile in Belgio (363 milioni). In compenso, le importazioni spagnole sarebbero calate del 56% rispetto a marzo (181 milioni). Le importazioni francesi di gas liquefatto sono passate da 582 mila tonnellate in marzo a 654 mila tonnellate in aprile (erano 803 mila a gennaio). Le importazioni spagnole sono calate tra marzo e aprile da 654 mila a 291 mila tonnellate. Attualmente il petrolio russo che arriva via oleodotto è esentato da misure sanzionatorie (per le esigenze di Ungheria e Slovacchia). Il divieto di importazione di Gnl entrerà in vigore a inizio 2027, quello tramite gasdotto scatterà nell’autunno 2027.