C’è un tempo nell’orto che non conosce fretta, un tempo che non si impone ma che, con ostinata pazienza, attende che il sole compia il suo lavoro. È il tempo del della maturazione, come quella lenta e attenta del pomodoro, che inizia come un piccolo nodo verde e duro e che, solo attraverso una cura quotidiana e un’esposizione fedele alla luce, arriva a vestirsi di quel rosso tenace che tutti conosciamo.
Ma cosa succede quando un frutto chiede di restare sulla pianta più a lungo?
Cosa accade quando la sua maturazione non segue i manuali di agricoltura, ma segue il ritmo lento e misterioso di un cuore che abita un tempo tutto suo?
Viene da chiederselo incontrando gli sguardi di due genitori che da quarant’anni si prendono cura della figlia: una donna, nella semplicità dei suoi racconti, che il mondo frettoloso e giudicante avrebbe liquidato coma \"eterna bambina\", senza mettersene in ascolto.
La loro storia ci ha ricordato la sapienza antica di chi conosce il rispetto del tempo dell’altro, che è come del ciclo naturale di ogni prodotto della terra.







