Portato in Europa dai conquistadores spagnoli che lo avevano scoperto fra le colture praticate da aztechi e maya, il pomodoro è diventato uno dei simboli dell’alimentazione italiana. Da qualche giorno è iniziata nei campi di Emilia, Lombardia, Puglia e Campania la raccolta del pomodoro da salsa. Una coltura che produce un fatturato di 5 miliardi di euro e rappresenta uno dei pilastri del nostro sistema agroalimentare e pure della dieta mediterranea. Secondo una analisi di Coldiretti la filiera coinvolge circa 7mila aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10mila addetti, distribuiti su circa 70.000 ettari coltivati.
Sempre secondo l’analisi Coldiretti su stime del World processing tomato council si prevede un raccolto in Italia pari a 5,6 milioni di tonnellate, ma tutto dipende dall’andamento climatico dei prossimi mesi, considerate le sempre più ricorrenti anomalie climatiche, tra caldo record e violenti rovesci. E intanto si registra un aumento dei costi di produzione che sta mettendo in difficoltà molte aziende.
Ma dietro il business del pomodoro da industria si nasconde un tesoro che pochi conoscono: 83 varietà diverse di pomodoro tuttora coltivate lungo tutto lo La punta di diamante di questo schieramento è rappresentata dai tre pomodori a indicazione geografica, vale a dire il San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino Dop, il pomodoro di Pachino Igp e il Piennolo del Vesuvio Dop. Ma quasi tutte le solanacee da mensa, che rappresentano il cuore delle 83 varietà coltivate e vendute tuttora nel nostro Paese, sono strettamente legate ai territori da cui prendono il nome. Fra i tanti cito i più famosi, a cominciare dal pomodoro Delizia di Tortona (Alessandria) con pochissimi semi, una polpa densa e succosa e un sapore intenso, il Buttiglieddru di Licata, varietà di piccole dimensioni (la bacca pesa da 10 a 20 grammi) e una dolcezza straordinaria con un grado Brix che arriva a 8, quasi come un frutto. All’opposto il pomodoro di Belmonte Gigante (Cosenza), di colore rosa violaceo e con una pezzatura che raggiunge facilmente il chilogrammo ma può raggiungere anche i 3 chili, noto anche come “pomodoro bistecca”.






