Energia e AmbienteIl ceo Olivier Blum: «L’Italia diventerà il nostro centro di competenza europeo per il raffreddamento a liquido, su cui si baserà il 60-70% dei nuovi data center in costruzione da qui al 2030, dedicati all’AI»di Sara Deganello27 maggio 2026«L’Italia diventerà il nostro centro di competenza europeo per il raffreddamento a liquido, su cui si baserà il 60-70% dei nuovi data center in costruzione da qui al 2030, dedicati all’intelligenza artificiale. Qui amplieremo la produzione, vogliamo e continueremo a investire in Europa e in Italia». Così il ceo di Scheider Electric Olivier Blum annuncia il rafforzamento dello stabilimento di Conselve (Padova), nella cooling valley italiana, dove la multinazionale francese lavora sulle soluzioni di raffreddamento avanzato per data center e applicazioni critiche, finora ad aria.«L’Italia è da sempre un centro di competenza a livello mondiale per questa tecnologia, che tuttavia ora, per i nuovi data center legati all’AI, non sarà più sufficiente. Due anni fa abbiamo acquisito uno degli specialisti mondiali nel raffreddamento a liquido, l’azienda Usa Motivair, e ora stiamo aggiungendo le sue competenze al polo italiano, cominciando a produrre sistemi di raffreddamento a liquido. L’Italia diventerà il centro di competenza europeo per Schneider in questo campo, che rappresenta un’enorme opportunità nei prossimi cinque anni»Incontriamo Olivier Blum a Stezzano (Bergamo), quartier generale di Schneider Electric in Italia, dove si realizza anche uno dei prodotti che incarnano la transizione: i quadri elettrici Sm AirSeT in media tensione senza il gas SF6, un’infrastruttura di distribuzione dell’elettricità con un cuore isolato ad aria e non più utilizzando gas fluorurati, messi fuori legge dall’Ue dal 1° gennaio 2026 per motivi ambientali. Non solo: sono i primi nativi digitale della famiglia, dotati di sensori che generano dati messi a disposizione dei clienti – distributori di energia, utility, aziende energivore – per gestirne, anche grazie all’intelligenza artificiale, il corretto funzionamento. Con possibilità di manutenzione predittiva e puntuale.«Siamo un’azienda presente sul mercato da 190 anni, realizziamo prodotti che aiutano a consumare elettricità in casa, negli edifici, nei data center, nell’industria, nelle infrastrutture. Negli ultimi dieci anni abbiamo fatto in modo che queste apparecchiature fossero connesse, digitali. Non solo: che avessero un ulteriore livello di controllo, cioè la capacità di estrarre dati ed elaborarli, anche grazie all’AI. Le abbiamo rese intelligenti e quindi in grado di generare maggiore efficienza e sostenibilità. Abbiamo trasformato Schneider Electric da un’azienda di hardware a una di hardware e software», spiega il ceo.Blum ha appena partecipato alla conferenza internazionale di Aveva, società di software industriale inglese che Schneider Electric ha acquisito nel 2023. L’incontro annuale, sempre in luoghi diversi, quest’anno è stato a Milano. «Ogni anno selezioniamo i Paesi più avanzati, con raccolgono il maggiore interesse da parte dei nostri clienti. L’Italia ha una lunga storia industriale e Milano è davvero il centro nevralgico», spiega il ceo. E aggiunge: «Dopo la Francia, l’Italia è stata probabilmente il secondo Paese più importante per Schneider in Europa, uno dei più avanzati nell’elettrificazione, e con maggiori capacità in ricerca e sviluppo e nella produzione».