La sentenza del tribunale civile di Pescara ha riconosciuto danno biologico con invalidità permanente per i continui insulti omofobi ricevuti dal 39enne di Spoltore vicino di casa dell’antropologa e docente.
Oltre 113mila euro di risarcimento nei confronti del vicino di casa, preso di mira per il suo orientamento sessuale. È quanto è stata condannata a versare l’82enne antropologa e storica abruzzese Maria Concetta Nicolai finita a processo a Pescara per diffamazione a mezzo stampa per una serie di esternazioni sui social ripetute nel tempo. La sentenza del Tribunale civile infatti fa seguito a una precedente condanna penale che stabiliva che il danno non patrimoniale doveva essere definito in separata sede.
La stessa giudice ha condannato la ex docente di scuola e universitaria in pensione, autrice di libri e collaboratrice di numerose riviste, a pagare anche le spese legali di oltre 14mila euro e altre spese tra cui quelle dei consulenti tecnici, per ulteriori seimila euro. Proprio le perizie psicologiche e mediche infatti hanno permesso di quantificare il danno che ha porto a stimare la somma da risarcire. I periti incaricati dal giudice hanno diagnosticato nel 39enne vittima degli insulti un "Disturbo dell'Adattamento con ansia e umore depresso misti, in forma persistente (cronica) di grado Moderato-Grave", con un'invalidità permanente del 16%, oltre a 240 giorni di invalidità temporanea.










