Un peluche di stambecco nell’ufficio del presidente del Consiglio regionale. Lo ha portato, col sorriso, il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha parlato di animale “bellissimo”, anzi, di più: una “figura sacra”, che deve “continuare a essere tutelata”. Perché lo ha fatto? Perché il governo ha fatto dietrofront sull’uccisione della Capra ibex, mammifero di fatto protetto da 150 anni. Prima il centrodestra ha votato a favore degli abbattimenti, ma quando poi si sono alzate le proteste – specialmente dal mondo accademico e scientifico – c’è stato il ripensamento. Il ministro Francesco Lollobrigida ha chiesto di stralciare l’emendamento, e di tornare al divieto di caccia allo stambecco.

Peccato che Cirio non si renda conto – o finga di non rendersi conto – che in commissione Agricoltura e Ambiente del Senato, dove è appena uscita la riforma sulla caccia (che ora andrà in Aula) tutto il centrodestra abbia votato compatto per il via libera alle uccisioni. Compresa Forza Italia, partito di cui il presidente della Regione Piemonte fa parte. Il cortocircuito è servito. Ed è ancora più evidente se si ascoltano le parole di Cirio – nel video pubblicato più in alto – quando a un certo punto, rivolgendosi ai piemontesi, dice: “Sapete che c’è stato un dibattito, in Italia, perché nella riforma sulla caccia qualcuno ha voluto togliere lo stambecco dalle specie protette”. Come se fosse successo per caso, in pratica. E come se dietro quel “qualcuno” ci fosse un’entità indefinita. L’emendamento porta una firma, in realtà, che è quella di Mara Bizzotto della Lega, partito alleato di Cirio in Piemonte e partito alleato di Forza Italia in Parlamento e nel governo.