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13 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:32
È una specie simbolo, praticamente estinta già nell’Ottocento, salvata dal desiderio dei Savoia di cacciare e dunque di intestarsi in via esclusiva l’attività venatoria nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Che all’epoca non esisteva e la cui storia è proprio legata a questo meraviglioso animale: lo stambecco. In sostanza, da allora, da Carlo Felice prima e da Vittorio Emanuele II poi, lo stambecco è rinato: da poche decine di esemplari si è riprodotto – oggi è il simbolo del Parco valdostano – ed è piuttosto in salute (anche se geneticamente fragile). Eppure il centrodestra unito ha deciso di fargli la guerra, aprendo la possibilità di cacciarlo.
Lo ha fatto approvando uno degli ultimi emendamenti al cosiddetto ddl Malan, vale a dire la riforma della legge 157/92, in discussione nelle commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato. Riforma che, a breve, approderà in Aula. È solo l’ultimo degli orrori approvati da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, legati alla gestione dell’ambiente e della fauna selvatica. Il disegno di legge, infatti, ne contiene altri, altrettanto gravi. Non a caso la commissione Ue lo scorso dicembre ha inviato una lettera per manifestare le proprie preoccupazioni in merito al provvedimento. Lettera, come denunciato dalle associazioni ambientaliste e animaliste, tenuta nascosta dal governo Meloni.










