Enrico Fink, presidente della Comunità ebraicaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAttribuito alla memoria di Cesare e Dina Bardossi Conti il titolo di Giusti tra le Nazioni, la più alta onorificenza civile dello Stato d’Israele, riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme a chi ha messo in salvo gli ebrei perseguitati dai nazisti. La cerimonia ieri mattina nel Tempio di via Farini. Le storia della famiglia Conti è un esempio di coraggio e altruismo che ha illuminato un periodo di grande oscurità. I nomi di Cesare e Dina vanno ad aggiungersi ad oltre 700 italiani, come Gino Bartali, il cardinale Elia Dalla Costa e monsignor Mario Tirapani solo per restare a Firenze. Le vicende ricordate riguardano il salvataggio di Sara Baruchi Campagnano, nata a Milano nel 1940. La famiglia della bimba si trasferisce a Firenze, città natale della mamma, Hulda Cassuto. Quando nel novembre 1943 i tedeschi rastrellano la comunità ebraica fiorentina, la vita di Sara viene stravolta: il nonno materno, il rabbino Nathan Cassuto, viene arrestato con la moglie Hana e il padre di Sara, Saul Campagnano. Tutti e tre vengono deportati nei campi di sterminio in Polonia. Farà ritorno solo Hana. Con il marito deportato e il fratello rabbino arrestato, Hulda è sola a dover proteggere sei bambini: i figli Sara e Ruben, e i quattro figli del fratello. Con l’aiuto di esponenti della Chiesa cattolica, riesce a dislocarli in conventi e famiglie cristiane. In un primo momento Sara e la cugina Susanna Cassuto vengono affidate a un orfanotrofio cattolico a Peretola. Ma Susanna, di 8 anni, soffre il contrasto tra la vita dell’istituto e la sua identità ebraica. Hulda decide allora di trasferire entrambe le bambine in altre famiglie. Nel maggio 1944 Sara viene accolta dai coniugi Cesare Conti e Dina Bardossi Conti, raggiunti tramite la famiglia Sarentini, già nota per aver salvato il cugino Daniel Cassuto. Cesare porta ogni giorno la piccola Sara sulle spalle nei campi dove lavora, per non lasciarla sola in casa. Sara resterà con loro tre mesi, fino alla liberazione di Firenze, nel settembre 1944. Ma il legame tra Sara e la famiglia Conti non si spezza con la fine della guerra. Hulda mantiene per anni una corrispondenza affettuosa con la coppia e le lettere ritrovate da Sara rivelano quanto i Conti amassero la ‘Mimma’ o la ‘Mimmina’. A ricevere l’onorificenza è stata la discendente Laura Cecchini. I fatti sono stati rievocati, nell’emozione collettiva dei presenti, compresa Sara, che oggi ha 86 anni, dal presidente della Comunità ebraica di Firenze, Enrico Fink, dal console onorario di Israele, Marco Carrai, dalla sindaca, Sara Funaro, e dal rabbino capo Gadi Piperno.
Cesare e Dina Conti, Giusti fra le nazioni. Salvarono la piccola Sara dalla Shoah
La cerimonia in via Farini presente la donna, che oggi ha 86 anni









