Parigi. Lunedì è iniziata una settimana cruciale per Raphaël Glucksmann, leader di Place Publique (Pp) e speranza della socialdemocrazia francese per scongiurare un ballottaggio tra estremisti alle presidenziali del prossimo anno, ossia tra Jean-Luc Mélenchon, frontman della France insoumise (Lfi), e Jordan Bardella, candidato del Rassemblement national (Rn) in caso di conferma dell’ineleggibilità di Marine Le Pen. Il tempo stringe per convincere la maggioranza degli elettori di sinistra, i delusi della macronia e i gollisti preoccupati dalla deriva identitaria di Bruno Retailleau a puntare sul suo progetto per la Francia, che ha anticipato ieri sera in un’intervista al telegiornale delle 20 di Tf1, tappa imprescindibile di ogni aspirante candidato all’Eliseo, e dettagliato in un libro-programma in uscita domani: “Nous avons encore envie. Pour un sursaut patriotique”, Allary Éditions (Abbiamo ancora voglia. Per un sussulto patriottico).Una domanda tormenta Glucksmann da quando ha vent’anni: “Noi francesi e europei abbiamo ancora voglia di potere e di sovranità? Oppure abbiamo già accettato di diventare un parco divertimenti per magnati americani, oligarchi russi, emiri del Qatar o dignitari cinesi?”. Sono in molti, anzi moltissimi, secondo l’eurodeputato francese, a voler riprendere il “patto secolare tra la grandezza della Francia e la libertà del mondo” invocato dal generale de Gaulle, ad aver “voglia di non chinare più il capo, né di fronte al bullo all’angolo della strada né di fronte al tiranno dall’altra parte del mondo. Voglia di produrre di nuovo. Semplicemente voglia. Questa voglia sarà al centro delle prossime elezioni presidenziali”, si legge nel libro.La sinistra ha rinunciato da tempo a parlare di nazione e identità per paura di essere tacciata di fascismo, lasciando il monopolio di questi temi all’estrema destra lepenista. Glucksmann vuole spezzare questo monopolio, proponendo un “nuovo contratto patriottico per restituire alla Francia la sua potenza e ai francesi il controllo del proprio destino”, sottolinea in “Nous avons encore envie”. La sua Francia non è né quella dei “teorici del ripiegamento” del Rassemblement national né la “Nuova Francia” terzomondista promossa da Mélenchon. “Tra la Francia, ormai troppo angusta, e il mondo, ormai troppo vasto, occorre un legame. E questo legame è l’Europa. Ecco il destino della Francia nel Ventunesimo secolo: essere la locomotiva della nascente potenza europea”, afferma Glucksmann, promotore di una terza via che metta fine agli “ammiccamenti a Mosca” e agli “inchini a Pechino”, ma anche all’“attesa trepidante di ciò che Washington farà o dirà per capire cosa possiamo fare o dire”.Il leader di Pp non vuole tuttavia passare per il “nuovo Macron”. Il deputato di Pp Sacha Houlié, ex fondatore dei giovani macronisti, lo presenta come l’erede della “sinistra plurale” di Lionel Jospin, che lo aveva sostenuto durante le elezioni europee, favorevole “alla produzione e al nucleare come i comunisti, all’ecologia politica e all’impegno europeo come il Partito socialista”. L’altra grande priorità di Glucksmann è la scuola pubblica, con un aumento sostanziale dello stipendio degli insegnanti, ma anche la transizione ecologica, la reindustrializzazione e la sovranità digitale. Glucksmann vuole inoltre istituire un servizio civile obbligatorio di dieci mesi e lanciare una convenzione cittadina sull’immigrazione. Su questo tema, scottante per la sinistra, l’eurodeputato ritiene necessario “riprendere il controllo” e “difendere una politica migratoria regolamentata”.Il momento clou di questa primavera di grandi ambizioni si concretizzerà il prossimo 13 giugno, quando Glucksmann organizzerà un meeting ai Docks d’Aubervilliers. L’elenco degli ospiti d’eccezione non è ancora stato definito, ma “ci saranno esponenti di spicco della politica, parlamentari, socialisti ma non solo, e anche rappresentanti della società civile, imprenditori e sindacalisti”, ha assicurato al Figaro Sacha Houlié. La certezza, per ora, è che non ci sarà François Hollande, l’ex presidente della Repubblica che moltiplica gli sgambetti verso Glucksmann nonostante l’appartenenza alla stessa famiglia socialdemocratica. Glucksmann punta anche a seppellire definitivamente l’idea di primarie a sinistra sostenuta dal primo segretario socialista Olivier Faure e dalla leader dei Verdi Marine Tondelier, e a convincerli a seguire il movimento che, spera, si creerà attorno alla sua candidatura nelle prossime settimane.