Detto lo Pseudo Boccaccino, è stato scoperto nel 1912 quando è emersa la vera firma. Percorso di 46 opere
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Una biografia piena di lacune, che si muove a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento tra Lombardia e Veneto, tra giganti dell'arte come Leonardo e Giorgione: sappiamo poco, pochissimo di Giovanni Agostino da Lodi (1470-1519) eppure è stato uno degli artisti più originali del Rinascimento.Ora la Pinacoteca di Brera gli dedica la prima mostra mai fatta (fino al 13 settembre). Per vederla, basta munirsi del biglietto di ingresso: è infatti efficacemente allestita nelle sale napoleoniche in un percorso di 46 opere che permettono di ricostruire la personalità sfuggente di questo maestro lombardo, ponendo le sue opere a confronto con altre firme del tempo. Curata da Maria Cristina Passoni e da Cristina Quattrini è quella che Angelo Crespi, direttore generale della Grande Brera, definisce «una mostra importante, una mostra di vera ricerca». E aggiunge: «La Pinacoteca di Brera, che possiede l'unico suo dipinto firmato, è il luogo ideale per una monografica che faccia finalmente conoscere questo autore al grande pubblico. È un dovere per un museo di Stato valorizzare il proprio patrimonio». Certamente anche una sfida, raccolta - va detto - da numerosi musei ed enti prestatori, tra cui il Louvre a Parigi, le Gallerie dell'Accademia a Venezia, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, la Galleria Borghese a Roma, il Museo del Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid, la National Gallery a Londra. Molti anche i prestiti da collezioni private: tra queste, spicca una «Madonna con il bambino, San Girolamo, una santa e un angelo», della collezione Banca Ifis, mai esposta prima al pubblico.










