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Quarantasei opere in mostra a narrare la vicenda artistica di un pittore raffinato che fu influenzato anche da Leonardo

C’è tempo sino al 13 settembre per visitare, nella Pinacoteca di Brera, la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. La sua formazione avvenne presumibilmente a Milano tra la fine del nono e l’ultimo decennio del Quattrocento, a contatto con Bramante e Bramantino, ma la sua prima attività nota comincia a Venezia, dove lavora dagli ultimi anni del Quattrocento a poco prima del 1510, quando è documentato a Milano. Il percorso espositivo ricostruisce la sua carriera attraverso 46 opere, tra autografe e di autori coevi, in parte conservate a Brera ma soprattutto frutto di numerosi e importanti prestiti da musei italiani ed esteri, tra cui il Musée du Louvre a Parigi, le Gallerie dell’Accademia a Venezia, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, la Galleria Borghese a Roma, il Museo del Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid, la National Gallery a Londra. I dipinti di Giovanni Agostino da Lodi dialogano con capolavori di Bramantino, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Lorenzo Lotto, Girolamo Romanino. Pittore raffinato e bizzarro, Giovanni Agostino da Lodi riemerse negli studi all’inizio del Novecento, dapprima con il nome convenzionale di Pseudo Boccaccino coniato da Wilhelm von Bode, che nel 1890 gli restituì varie opere precedentemente riferite al cremonese Boccaccio Boccaccino. Nonostante la firma sulla tavoletta della Pinacoteca di Brera raffigurante i Santi Pietro e Giovanni Evangelista resa nota nel 1912 da Francesco Malaguzzi Valeri, la sua si rivelò una vicenda critica a lungo controversa, fino al riconoscimento della sua statura sancito da ricerche della fine del secolo scorso. Giovanni Agostino da Lodi a Milano ha lasciato tracce, qui pareva godere di un certo prestigio, lavorando proprio per cantieri artistici di primo piano come la chiesa di Santa Maria della Pace e la Certosa di Pavia.