Brera ricomincia a fare mostre d’arte antica, e già questa è una buona notizia; che la prima (aperta fino al 13 settembre) sia dedicata non a un nome di grande richiamo, ma a Giovanni Agostino da Lodi, un maestro noto quasi ai soli addetti, è una eccellente, poiché una mostra così raffinata se la può permettere solo un museo dalle spalle forti.
Giovanni Agostino da Lodi, “Santi Pietro e Giovanni Evangelista (?)”, Milano, Pinacoteca di Brera
E non è che sia stato facile per la Pinacoteca organizzarla, poiché in assenza di uno spazio specifico destinato alle esposizioni temporanee si sono dovuti ricavare tre cubi virtuali, aperti da tutti i lati, all’interno delle grandi sale napoleoniche dedicate alla pittura del Quattro e Cinquecento: gli architetti hanno fatto quanto di meglio si poteva, ma la soluzione finale non poteva essere perfetta, e il percorso logico rimane un poco faticoso (se le opere fossero state numerate sarebbe stato meglio), con qualche pannello che si deve andare a cercare, e confronti che, montati su pareti oblique, non sempre sono immediati e illuminanti.
I confronti; qui, più che altrove, sono davvero fondamentali, ed è stata una scelta precisa e condivisibile delle due curatrici, Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini, già dal sottotitolo della mostra – Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione – quella di puntare sempre sul rapporto di Giovanni Agostino con i suoi contemporanei.









