In dialogo con i contemporanei del Rinascimento veneto e lombardo

Milano, 27 mag. (askanews) – La cultura stratificata di Giovanni Agostino da Lodi e il suo percorso artistico in mostra nella Pinacoteca di Brera in dialogo coi suoi contemporanei. A Milano la prima esposizione mai dedicata al pittore, a cura di Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini, nasce con l’obiettivo di restituire al pubblico la sua complessità e la sua ricchezza, riprendendo e aggiornando gli studi che, soprattutto dalla fine del Novecento, hanno contribuito a definire la sua figura. Pittore raffinato e bizzarro, Giovanni Agostino da Lodi fra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento visse e lavorò fra Milano e Venezia. Riemerge negli studi all’inizio del Novecento, dapprima con il nome convenzionale di Pseudo Boccaccino coniato da Wilhelm von Bode, che nel 1890 gli restituì varie opere precedentemente riferite al cremonese Boccaccio Boccaccino. Nonostante la firma sulla tavoletta della Pinacoteca di Brera raffigurante i Santi Pietro e Giovanni Evangelista, resa nota nel 1912 da Francesco Malaguzzi Valeri, la sua si rivelò una vicenda critica a lungo controversa, fino al riconoscimento della sua statura sancito da ricerche della fine del secolo scorso.