HomeUmbriaCronacaAddio a Sonny Rollins, il ricordo di Umbria Jazz"Se n’è andato Sonny Rollins, colui che non a caso è stato definito il saxophone colossus, dal titolo di un..."Se n’è andato Sonny Rollins, colui che non a caso è stato definito il saxophone colossus, dal titolo di un...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Se n’è andato Sonny Rollins, colui che non a caso è stato definito il saxophone colossus, dal titolo di un suo album epocale, e che ha funzionato da modello per generazioni di sassofonisti". Così Umbria Jazz saluta il leggendario sassofonista e compositore statunitense, scomparso ieri all’età di 95 anni, nella sua casa di Woodstock, New York. Con il festival aveva un legame fortissimo, grazie a sette concerti indimenticabili, l’ultimo nel 2012, quando gli fu consegnato il Baiocco d’oro del Comune, l’antica moneta che equivale simbolicamente alle chiavi della città, a suggellare il legame indissolubile con Perugia e Umbria Jazz.

Considerato uno dei più importanti capiscuola dello stile hard bop, Sonny Rollins ha suonato con tutte le altre leggende del jazz: Coleman Hawkins che fu il suo principale ispiratore, Miles Davis, Charlie Parker, John Coltrane, Thelonious Monk, J.J. Johnson, Bud Powell, Max Roach, Clifford Brown. "Nei suoi assoli – lo ricorda Umbria Jazz – c’è tutta la storia del jazz moderno ma anche una tale originalità, sia nel suono che nel fraseggio, da fare di Rollins, nonostante le legioni di imitatori, qualcosa di unico e di immediatamente riconoscibile".