L’incendio è spento, ma nell’aria rimane l’odore di bruciato. I vigili del fuoco hanno impiegato ore per spegnere il rogo che l’altro giorno ha divorato un deposito di materiale edile a Beverate di Brivio. Le operazioni di messa in sicurezza e bonifica sono proseguite dal primo pomeriggio di lunedì fino a notte fonda: si sono alternati i vigili del fuoco di una decina di partenze, arrivati dai distaccamenti di volontari di Merate e Valmadrera e dal comando provinciale di Lecco, fino a quando non sono stati certi di aver estinto ogni focolaio e che, sotto la cenere, non covassero ancora fiamme che potessero essere nuovamente attizzate.

I danni sono ingenti. Tutto quanto si trovava nel capannone non c’è più o comunque non può più essere utilizzato. Si trattava in prevalenza di materiale edile e da costruzione. Pure la struttura in muratura risulta irrimediabilmente compromessa. Dai primi accertamenti sembra che a innescare il disastro sia stato un incidente: il falò incontrollato di alcune sterpaglie e scarti vegetali. Le indagini sono comunque in corso.

Con le fiamme si è sprigionata anche una densa nuvola di fumo grigio che si è alzata per decine e decine di metri, visibile a chilometri di distanza. Per precauzione, durante le fasi di spegnimento dell’incendio, la zona è stata evacuata. Non sussistono comunque pericoli perché le esalazioni si sono disperse rapidamente e l’acqua utilizzata per spegnere il fuoco è confluita ed è stata raccolta nei condotti della rete di scolo.