Bianco e nero, colori a definire i dettagli, dialogo continuo tra luci e ombre "Amo conversare con persone di ogni estrazione sociale e imparare sempre".Leica Galerie Milano celebra il linguaggio della Street photography con Phil Penman e la sua mostra "Street diary". Allestita fino al 12 settembre, la mostra riunisce 34 scatti dell’autore britannico per raccontare New York e il mondo come organismo vivo, di contrasti: atmosfere urbane dense, tra persone, nebbie e riflessi. Momenti di spontaneità e ironia che emergono come improvvisi tagli di luce. Penman (Briantspuddle, Dorset, 1977) ha dedicato gli ultimi due decenni a documentare il mutamento della sua città d’elezione, New York. "La parte che preferisco della giornata è conversare con persone di ogni estrazione sociale e imparare qualcosa di nuovo. Mi dà l’opportunità di catturare qualcosa di autentico, in un momento in cui praticamente tutto ciò che ci circonda sta diventando finto (dal punto di vista fotografico). Persone che modificano il corpo per i social media o fotografi che creano immagini con l’intelligenza artificiale. Per me, il senso stesso della fotografia è stare all’aria aperta con altre persone". Scatti quasi sempre in bianco e nero perché "la fotografia in bianco e nero cattura l’essenza più pura e grezza della strada". Piuttosto, il colore definisce dettagli e distingue momenti. "È il passaggio dall’oscurità alla vitalità il filo conduttore – spiega la curatrice Giada Triola – che accompagna il pubblico a scoprire il dialogo delle due anime del lavoro di Penman: da un lato la dimensione più introspettiva, a tratti cinematografica, dall’altro quella immediata, empatica e luminosa".