Fra gli amici dei quali conservare numero di telefono e stima non devono mai mancare un medico e un meccanico, si suole dire. E, aggiungiamo noi, nemmeno un bravo (o brava) bartender. Tanto più a Milano, capitale italiana consacrata al rito dell’aperitivo, prima che si chiamasse happy hour e attirasse frotte di studenti a sfamarsi di tartine e stuzzichini in luogo della cena. Confidente, psicologo, compagno astemio di bisbocce (guai a bere in servizio), spalla su cui piangere e chi più ne ha più ne metta. Alcuni barman e barmaid sono usciti dalle liste dei loro cocktail per entrare nel mito, grazie a creazioni che hanno fatto la felicità di migliaia di avventori. Mirko Stocchetto del bar Basso, inventore del Negroni Sbagliato. Dario Comini del Nottingham Forest. Vinicio Valdo, che brevettò l’aperitivo alla milanese. E Nereo Bulbarella, per mezzo secolo al timone del bar Doria (appena riconosciuto come bottega storica), a servire – fra gli altri – l’audace Bomba Fragola. A loro – e a tanti altri “eroi ignoti” del bancone – vanno i nostri sempiterni ringraziamenti.
Un barista per amico
Inno a una professione e ai legami stretti “scavalcando” il bancone
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