Nel mio libro Earth Emotions (2019) ho sostenuto che le nostre emozioni, positive e negative, quelle maggiormente connesse allo stato della Terra, sono fondamentali per porre rimedio ai problemi cruciali provocati dalle “forzature” dell’attuale periodo storico, noto come Antropocene. Come antidoto emotivo e materiale al dispotico Antropocene, propongo il paradigma del Simbiocene. Alla base di questa nuova era, c’è il concetto-scienza di simbiosi. Con tale vocabolo si indica un “sodalizio”, un “vivere insieme” per vantaggio reciproco. In Natura, la simbiosi ha i forti connotati di partnership complesse tra entità che formano tutti i tipi di organismi (olobionti).

Il Simbiocene è un periodo della storia geologica nel quale gli esseri umani si reintegrano simbioticamente alle altre forme di vita. Lo definisco un periodo della storia del genere umano su questa Terra caratterizzato dall’intelligenza umana che trova modalità di convivenza con forme di vita che si riproducono tali da rafforzarsi reciprocamente e con i processi simbiotici reperibili in forme di vita naturali e storicamente connesse. Fondamentale per la conoscenza che gli esseri umani hanno raggiunto per mezzo della bioscienza è la “svolta simbiotica”, che ci libera dal dominio esercitato da una visione competitiva della vita incentrata sulla sopravvivenza del più forte per passare a una visione basata sull’aiuto reciproco e su partnership sempre più grandi.