I viaggi nel calcio sono lunghi, le sliding doors tante, il pallone sfila rapido e allora è bene partire presto, senza indugi, magari prima e più velocemente degli altri. Federico Brusa lo ha fatto, ha anticipato la concorrenza scattando dai blocchi lesto e rapido e l’Italia del calcio se n’è accorta. Brusa, 16 anni ancora per qualche giorno, è il difensore centrale che il Chisola ha lanciato a febbraio in serie D e in tre mesi ha bruciato le tappe tanto da ricevere oggi a Roma il premio della Lega Nazionale Dilettanti come miglior “under” delle 162 squadre di serie D. Considerando che ogni compagine ha in rosa almeno una decina di ragazzi nati dal 2005 al 2007, si capisce quanto quella del classe 2009 Brusa sia una impresa.
Nato calcisticamente nella Juve, Brusa è seguito dalla società Circum di Claudio Marchisio. Dal 2022 è al Chisola ed è stato anche convocato più volte nella Rappresentativa Nazionale Under 17 dilettanti. Insomma, una delle espressioni della “meglio gioventù” del pallone italiano in un’epoca di penuria di talenti nostrani. «Essere stato scelto – dice Federico – tra tanti giovani è una emozione forte che mi rende fiero. Non è facile che una società dia fiducia ad un ragazzo di due anni più giovane in un ruolo così delicato come il centrale difensivo e per questo devo ringraziare il Chisola di patron Atzori e mister Ascoli: quando mi hanno comunicato che sarei sceso in campo per marcare giocatori anche di vent’anni più grandi di me ho cercato di liberare la mente e di affidarmi ai miei compagni di reparto, il capitano Benedetto su tutti». C’è chi lo paragona già a Bastoni per il senso dell’anticipo o a Calafiori per la visione del gioco e la forza mentale. Forse il difensore più vicino per caratteristiche è però Buongiorno per leadership, concentrazione, affidabilità: Federico è un centrale che sbaglia poco, già adulto in campo. E diverse squadre professionistiche sono sulle sue tracce. Intanto, sta finendo il terzo anno di liceo scientifico: «L’ambizione è quella di arrivare in alto ma iniziamo a fare un passo alla volta. Questo premio è un punto di partenza, non di arrivo. È la certificazione del buon cammino svolto ma la strada è ancora lunga».














