Cabras (Cimo): «Ormai il problema è strutturale. Utilizziamo l’ospedale Marino per attivare un’Ortogeriatria»27 maggio 2026 alle 00:27I vertici dell’Arnas: posti letto esauriti, serve una migliore gestione dei pazienti sul territorio

Il Brotzu è sold out. Posti letto esauriti in anestesia e rianimazione, cardioanestesia, cardiologia, ortopedia e traumatologia, chirurgia della mano e microchirurgia ortopedica, chirurgia e interventistica toracica, gastroenterologia, medicina d’urgenza, medicina generale, neurochirurgia.

La nota

Non è una novità, il problema è già stato denunciato più volte, dai medici, dai sindacati, dalla precedente dg, e adesso, ancora una volta – con una lettera inviata lunedì all’ora di pranzo a tutte le Asl, alle Aou, al 118 di Cagliari e di Sassari e all’assessorato – dal direttore generale Maurizio Marcias e da quello sanitario Giorgio Carboni, che precisano che «la situazione determina un sovraccarico logistico e organizzativo, e potrebbe compromettere la possibilità di garantire la sicurezza dei pazienti e l’appropriatezza delle cure».

Apriti cielo, scoppia il finimondo. La nota fa il giro delle chat e sui social, in Consiglio regionale c’è il question time con la presidente della Regione e assessora alla sanità Alessandra Todde e l’opposizione coglie la palla al balzo e attacca, rilanciano i sindacati, e l’Arnas nel primo pomeriggio è costretta a diffondere un comunicato “rassicurante”, dove si dice che quella nota, che tanto clamore ha suscitato (e dire che l’overbooking non è certo colpa dell’ospedale, ma di un sistema generale malato che fa ricadere sul più grande presidio dell’Isola un carico insostenibile), quella nota, dice l’Azienda, «non rappresenta un elemento di allarme», ma «rientra nelle ordinarie procedure di coordinamento tra Asl», insomma, «è uno strumento organizzativo necessario per garantire la migliore gestione dei pazienti sul territorio», e per far sì che «il sistema dell’emergenza-urgenza possa orientare eventuali nuovi accessi verso altri presidi ospedalieri disponibili». Dunque, «si tratta di una misura di collaborazione e programmazione, finalizzata a garantire continuità assistenziale e certezza delle cure».