La nuova tegola contabile sul Giffoni Film Festival, dopo quella dell’ottobre 2024, piomba nella mattinata di martedì. La Finanza di Napoli ha notificato un invito a dedurre per un presunto danno erariale di oltre 478mila euro per le edizioni che vanno dal 2016 al 2024. Contiene l’accusa che i contributi pubblici del Festival siano stati elargiti all’associazione della moglie del patron, Claudio Gubitosi, con una sola dipendente, la figlia, attraverso procedure non conformi alle norme. Ed è scattato il sequestro dei conti correnti riferibili all’Ente Autonomo Giffoni Experience (organizzatore del Festival), a Gubitosi ed a un funzionario, il responsabile unico del procedimento.

Il provvedimento arriva al termine di indagini condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli, agli ordini del colonnello Paolo Consiglio, e coordinate dalla Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti (sostituto procuratore Mauro Senatore, procuratore regionale Giacinto Dammicco). Le contestazioni riguardano la gestione del servizio di trasporto e movimentazione di ospiti e giurati del festival, già oggetto di un decreto di citazione a giudizio davanti alla Corte dei conti, in attesa di sentenza. Da qui è gemmato un altro procedimento sulle criticità degli affidamenti diretti tra il 2016 e il 2024 all’associazione Aura Giffoni Film Festival, e sui collegamenti familiari nell’organizzazione della prestigiosa kermesse evidenziati in un articolo del Domani.