Cuore di mamma e papà, ma portafogli della Regione Campania. Per otto anni sulla scrivania dei vertici del Cda faceva capolino un documento. La denominazione era generica, “Progetto per il sociale”. Tanto bastava a dare una veste giuridica a una sequenza di iniziative filantropiche: dalla diffusione della cultura della sicurezza stradale al sostegno dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, passando per il protocollo d'intesa con il dipartimento di Salute mentale dell’Asl di Salerno. Iniziative rimaste, però, solo sulla carta. Reale era invece il compenso dell’unica dipendente dell’associazione Aura, il braccio sociale della kermesse: la figlia del fondatore e managing director del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi. La Procura regionale della Corte dei Conti accende un nuovo faro sul Giffoni Film Festival e, contestando un danno erariale di quasi mezzo milione di euro, ieri mattina ha notificato un invito a dedurre all’Ente Autonomo Giffoni Experience, al patron Gubitosi, deluchiano della prima ora, e al responsabile unico del procedimento Vincenzo Barletta, accusato di aver attestato la regolare esecuzione delle prestazioni.
L’intreccio Cinema, affetti e fatture. È questo il delicato intreccio che hanno districato, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Mauro Senatore e del procuratore regionale Giacinto Dammicco, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, diretti dal comandante Paolo Consiglio. Ipotizzato un danno erariale di 478.769 euro in riferimento alle edizioni del festival per ragazzi più famoso al mondo andate in scena dal 2016 al 2024. Sotto sequestro conservativo, in esecuzione al decreto firmato dal presidente della sezione giurisdizionale, Michele Oricchio, sono finiti rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai tre invitati. È il colpo di coda dell’inchiesta-madre che aveva già portato alla luce la gestione opaca del servizio di trasporto di ospiti e giurati del festival. Conflitto di interessi Sotto la lente finiscono ora i rapporti professionali tra Gubitosi, la moglie Alfonsina Novellino e la figlia Nevia, rispettivamente presidente e unica dipendente dell’associazione Aura, entrambe estranee all’inchiesta. Dagli atti emerge, in particolare, il ruolo di garante assunto dal direttore artistico, che, terminata la manifestazione, «relazionava al Cda attestando la regolarità delle prestazioni svolte dagli operatori fornitori di beni e servizi», assumendo «un ruolo determinante nel corso dell’intera procedura di affidamento». Ed è qui che i nodi sono venuti al pettine: «Dagli atti acquisiti presso la Regione e Aura, oltre che dalle audizioni svolte, non sono emerse attività di coordinamento svolte da Nevia Gubitosi». L’Ente Giffoni Experience, assumendo indebitamente lo status di stazione appaltante, avrebbe però utilizzato «il contributo concesso dalla Regione per erogare a sua volta un ulteriore contributo all’associazione». Ne è scaturita un’emorragia di denaro pubblico, con versamenti annuali nell’ordine dei 40mila euro. Progetti fantasma Dietro titoli generici come “inclusione e solidarietà”, si celavano dunque incarichi in copia carbone. Inchieste e testimonianze hanno poi rivelato che le attività sociali fossero svolte gratis da terzi, mentre i fondi pubblici servivano quasi esclusivamente a coprire lo stipendio della figlia del patron. Emblematica una delle istanze di accesso al finanziamento setacciata dalla finanza. In quel caso il progetto faceva riferimento «a un servizio immediato di primissimo soccorso». Mission di cui però non ci sarebbe stata traccia: «Aura - scrivono gli inquirenti - non ha reso alcun servizio assimilabile a quello di ambulanze o assistenza di persone in difficoltà». La svolta con l'acquisizione della documentazione contabile dell’associazione. Nel faldone dei giustificativi di spesa compaiono solo scontrini per poche centinaia di euro, tra l’altro per l’acquisto di prodotti farmaceutici. Di progetti di inclusione e solidarietà neppure l’ombra. La replica Le reazioni alla notizia dell’inchiesta non si sono fatte attendere. «In sede di definizione del bilancio regionale avevo chiesto, alla luce di queste criticità, di tagliare, non eliminandoli del tutto, i fondi al Festival. Non sono stato ascoltato. Ora ho chiesto con un’interrogazione urgente al presidente Fico di valutare la sospensione dei finanziamenti regionali», commenta il capo dell’opposizione in consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano. «Abbiamo conferito l’incarico ai nostri legali per avere accesso agli atti», riporta in una nota il Giffoni Film Festival, precisando: «Ribadiamo la nostra volontà di chiarire tutti gli aspetti citati». Un sistema diventato negli anni il principale asset della cultura campana vacilla oggi sotto i colpi della magistratura contabile.










