Il sequestroL’ipotesi è che l’Ente Autonomo Giffoni Experience abbia dirottato parte dei fondi pubblici ricevuti su un’associazione presieduta dalla moglie del direttore artistico dell’Ente stessodi Pietro Menzani26 maggio 2026Tra il 2016 e il 2024 l’Ente Autonomo Giffoni Experience potrebbe essersi reso responsabile di un danno erariale di 478.769 euro. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli, che, su mandato della Procura regionale per la Campania della Corte dei conti, ha notificato un invito a dedurre e un atto di messa in mora nei confronti dell’Ente, del suo direttore artistico e organizzativo e del Responsabile Unico del Procedimento.I fondi pubbliciL’indagine ruota intorno ai fondi pubblici che sarebbero stati erogati dalla Regione Campania per il Giffoni Film Festival, il festival cinematografico per bambini e ragazzi che ogni anno a luglio anima il comune di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno.Le Fiamme Gialle hanno sequestrato rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai destinatari del provvedimento, fino al raggiungimento della somma totale contestata, tenuto conto di rivalutazione monetaria e interessi.Nello specifico, sono finite nel mirino della Gdf alcune criticità legate agli affidamenti diretti conferiti tra il 2016 e il 2024 a una associazione culturale operante nella gestione delle attività sociali collegate all’evento cinematografico.L’associazione in questione è presieduta dalla moglie del direttore artistico di Giffoni Experience, mentre l’unica dipendente è la figlia della coppia.Lo schema Secondo quanto ricostruito, parte dei fondi pubblici destinati al Festival sarebbe stata dirottata sull’associazione. L’operazione sarebbe avvenuta tramite affidamenti presentati come servizi di inclusione e solidarietà sociale. Le indagini hanno però svelato che, in sostanza, gli affidamenti non sarebbero stati altro che «una forma di contribuzione stabile e continuativa non adeguatamente documentata».Lo schema si sarebbe ripetuto ogni anno: venivano presentati progetti sociali dal contenuto generico - da campagne di sensibilizzazione ad assistenza e inclusione, passando per iniziative di beneficenza e servizi di supporto - inseriti in seguito tra le spese finanziate con fondi pubblici.E gli incarichi, conferiti ogni anno per importi praticamente identici, sarebbero stati rendicontati nell’ambito dei contributi europei e regionali ottenuti dall’Ente. Dalle indagini emerge inoltre che gran parte dei fondi ricevuti - quasi esclusivamente risorse provenienti dagli affidamenti del Giffoni Film Festival - sarebbe stata usata per coprire il costo dell’unica dipendente.Molte delle attività sociali di cui si occupava l’associazione sarebbero in realtà state svolte gratuitamente da enti terzi o associazioni partner mentre le spese sostenute sarebbero state «modeste, scarsamente pertinenti o prive di collegamento diretto con le attività rendicontate».I conflitti d’interesseInfine, è stato rilevato un possibile conflitto di interesse tra i vertici di Giffoni Experience e l’associazione. Il direttore artistico dell’Ente in alcune annualità avrebbe certificato la regolare esecuzione delle prestazioni oggetto degli affidamenti, mentre il Responsabile Unico del Procedimento - e anche in questo caso sono emersi rapporti familiari con l’associazione beneficiaria - avrebbe attestato alla Regione il regolare svolgimento delle prestazioni e la conformità delle procedure amministrative.NewsletterNotizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.Iscriviti