Assolto il festival di Giffoni. Non sono stati sprecati soldi pubblici per il servizio di trasporto di giurati e ospiti durante la kermesse cinematografica. Lo ha deciso la Corte dei conti, respingendo la richiesta dalla Procura contabile per un presunto danno di 468.000 euro dal 2016 al 2022.

Cadono così le accuse in primo grado nei confronti dell’ente, del fondatore Claudio Gubitosi e di altri tre soggetti della fondazione: il presidente Pietro Rinaldi, il responsabile del procedimento VIncenzo Barletta e la responsabile dell’ufficio ospitalità Maria Pia Montuori.

Resta in piedi davanti alla Corte dei conti un secondo filone di indagine sul festival, per quasi mezzo milione: i fondi della rassegna elargiti a un’associazione presieduta dalla moglie del patron Gubitosi. Associazione che aveva, secondo l’indagine svelata a maggio, un’unica dipendente: la figlia di Gubitosi.

Intanto sulla sentenza depositata oggi 20 luglio l’ente Giffoni esprime “soddisfazione per una decisione che restituisce serenità a una eccellenza culturale campana riconosciuta a livello internazionale e conferma la correttezza della gestione amministrativa del festival”.

L’indagine aveva preso di mira il servizio di trasporto con auto e bus svolto sempre dalla stessa cooperativa. La Procura contabile contestava che le “autovetture erano messe a disposizione dagli sponsor della manifestazione, seppur guidate da autisti forniti dalla cooperativa e da essa remunerati, con conseguente occultamento doloso del danno“.