Giorni caldi e sudori freddi. Il termometro della concitazione politica è impazzito: Giorgia Meloni risponde via X alle previsioni su Venezia di Elly Schlein con un laconico «a posto», cacicchi che ritornano, comizi calabri che ricordano certi toni laqualunquiani.

Cos’è la vita senza l’amore, e cos’è la vita senza le comunali: un albero che foglie e santini elettorali non ha più. Ma le temperature fuori norma, oltre a quelle generate dalla fiammata post-referendaria alimentata da venti che cambiano ma fino a un certo punto, sono anche quelle di un fine maggio europeo che sembra luglio inoltrato. E la chiamano estate, ma è ancora primavera.

Il climatologo Christophe Cassou su Le Monde dice che si tratta di un evento senza precedenti, con una possibilità su mille di verificarsi in questo periodo dell’anno e praticamente impossibile nell’era pre-industriale. Ai Kew Garden di Londra si è registrato il picco di calore fuori stagione con una temperatura di quasi 35 gradi.

In Francia e in Spagna la situazione non cambia, e mentre gli esperti avvisano che questi fenomeni saranno sempre più frequenti e sempre più lunghi, cominciando ad aprile e prolungandosi fino a ottobre, le città italiane con bollino arancione in queste ore si moltiplicano.