Roma, 26 mag. (askanews) – Torna anche quest’anno l’ormai consolidato appuntamento Royal Summer Stage ai Giardini Reali di Monza: la kermesse che celebra il tramonto in musica si divide di nuovo in due rami a luglio e a settembre, per abbracciare l’arte delle note nella sua interezza, dal nuovo folk al repertorio classico, dal jazz a qualsiasi contaminazione possibile, nel segno della libertà del linguaggio universale per eccellenza.

Sul palco alcuni dei migliori artisti del panorama internazionale con Lina e Marco Mezquida per il fado, Enrico Pieranunzi, Hamilton de Holanda Trio, Violons Barbares con le voci bulgare fino ad Orchestra Canova, ormai considerata, insieme al suo fondatore e direttore Enrico Pagano, il volto giovane, fresco ed appassionato del grande repertorio di tradizione. Nei Giardini Reali della Reggia di Monza, disegnati, come il Teatro alla Scala, da Giuseppe Piermarini, non poteva che giungere un giorno la grande musica del mondo.

E interpretando lo spirito di questi stessi giardini, tra i primi in Italia a essere trasformati “all’inglese”, modello ove la natura si sviluppa liberamente pur con lo stretto controllo artistico dell’uomo, la scelta del repertorio ha seguito da subito il fil rouge dell’improvvisazione, cuore di ogni stile, dalle tradizioni etniche di tutto il globo al jazz, passando dal DNA cameristico dell’Orchestra Canova e dalle sue incursioni nel repertorio settecentesco. Il Royal Summer Stage declina così in uno dei parchi più affascinanti del Paese un format ormai ben consolidato in realtà come il Summerstage al Central Park di New York o Schönbrunn a Vienna, introducendo per primo anche in Italia quell’informalità nella fruizione della musica che contraddistingue le culture anglosassoni e nordiche. Nelle ultime edizioni questa formula ha portato una media di ben 5.000 persone a godersi la grande musica del mondo sdraiandosi liberamente al tramonto sui magnifici prati dei Giardini Reali.