Scoperto dopo un misterioso focolaio di febbre emorragica che colpì in Uganda nel 2007, da allora si è fatto vivo solo nel 2012 prima di oggi
"Scoperta una nuova specie del virus Ebola". Era il 21 novembre 2008 quando un team di scienziati degli statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, dell'Uganda Virus Research Institute, del ministero della Salute ugandese e dell'americana Columbia University annunciava al mondo - con una pubblicazione sulla rivista open access 'PLoS Pathogens' - di aver identificato e caratterizzato il patogeno responsabile esattamente un anno prima (novembre 2007) di una misteriosa epidemia di febbre emorragica nell'Uganda occidentale. Il focolaio aveva causato una quarantina di morti e i casi erano concentrati nei comuni di Bundibugyo e Kikyo, nel distretto di Bundibugyo. Inizialmente vennero raccolti 29 campioni di sangue da casi sospetti e inviati in due spedizioni aeree ai Cdc per le analisi.
La scoperta
La presenza di un'infezione acuta da ebolavirus fu rilevata in 8 campioni utilizzando un test ampiamente reattivo, noto per reagire in modo crociato con le diverse specie di ebolavirus. Quei campioni, però, erano inizialmente risultati negativi quando furono sottoposti in tempo reale ad altri test altamente sensibili e specifici per tutti gli ebolavirus e marburgvirus allora conosciuti. Tanto che gli stessi esperti nello studio raccontano: "La natura unica di questo virus ha inizialmente creato delle difficoltà per i test diagnostici tradizionali e gli approcci di sequenziamento del genoma". Incuriositi, gli scienziati decidono di guardare a fondo nel Dna del virus e, usando un approccio che era stato sviluppato di recente, in "meno di 10 giorni" riescono a determinare rapidamente la sequenza di oltre il 70% del genoma virale. Un primo passo cruciale che porterà da un lato al rapido sviluppo di un test sensibile da impiegare sul campo nella risposta all'epidemia; dall'altro al completamento del sequenziamento dell'intero genoma e alla scoperta della nuova specie di virus Ebola. Una specie che differiva "per oltre il 30% a livello genetico dalle altre specie di virus Ebola conosciute", e che allora venne "provvisoriamente denominata Bundibugyo ebolavirus".











