Si chiama offerta multitecnologica e più semplicemente si traduce così: «Elettrica, ibrida oppure a benzina». È quello che accade sempre più spesso nella presentazione di nuovi modelli che scelgono la soluzione multipla.Succede con la nuova Jeep Avenger, il Suv più venduto in Italia (270 mila ordini di cui il 60 per cento elettrificati), presentata proprio in queste tre configurazioni con tanto di cambio manuale o automatico e trazione integrale o anteriore. Insomma, ognuno può scegliersi la sua. Stessa storia, altra auto. Come nel caso della Fiat Grande Panda a cui si è aggiunta alle versioni ibrida ed elettrica anche quella con motore turbo benzina da 100 Cv. Scelta che ha permesso al modello torinese di consolidare il successo di mercato, posizionandosi al terzo posto tra le auto più vendute in Italia nel primo quadrimestre dell’anno.Ma ovviamente non c’è solo Stellantis a scegliere questa strategia. Ci sono anche i coreani con Kia e Hyundai, tra i primi ad offrire i propri modelli con tutte le motorizzazioni disponibili, compreso l’ibrido a Gpl (Kia Sportage) e l’idrogeno.Ci sono i tedeschi tornati a puntare, ognuno a suo modo, proprio sulla neutralità tecnologica. Anzi, la Bmw ne ha fatto un vero e proprio manifesto della casa. Auto elettriche sì ma porte aperte alle motorizzazioni tradizionali. Basta vedere cosa accade nello stabilimento di Dingolfing, nella Baviera nordorientale, che dal 2021 ha prodotto oltre 320 mila elettriche, quasi un sesto dei due milioni di veicoli elettrici a batteria assemblati complessivamente dal gruppo. Tuttavia, lo scorso anno tre quarti della produzione ha riguardato veicoli con motorizzazioni tradizionali, termiche o ibride.Sempre restando in Germania, c’è la Volkswagen Polo che alle sue versioni a benzina (ma senza quella ibrida) affianca l’elettrica, prima volta con cui il marchio di Wolfsburg sbarca nel mondo delle zero emissioni con un modello che ha fatto la storia. Auto che secondo i manager della casa dovrebbe anche inaugurare l’era dell’elettromobilità accessibile, visto che il listino della versione d’ingresso partirà da 25 mila euro.Passo indietro, invece, per l’annunciata nuova Golf a batteria che sarebbe dovuta arrivare sul mercato entro i prossimi due anni. Tutto rimandato al 2030. Almeno, così ha detto il Ceo Thomas Schäfer al Financial Times. Il motivo? L’arrivo della piattaforma SSP, progettata per ridurre i costi e introdurre il sistema a 800 volt sviluppato in collaborazione con Rivian. Piattaforma che verrà prima utilizzata dai modelli premium, Audi e Porsche, e solo in seguito su quelli della fascia media.