GARLASCO. Il Tribunale di Milano ha rinviato a giudizio Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, per la presunta diffamazione dei legali dello Studio Giarda, gli ex avvocati di Alberto Stasi, ai quali aveva attribuito la "macchinazione" e la "manipolazione organizzata" dietro la prima inchiesta del 2016-17 contro il commesso di Vigevano per il delitto di Garlasco. Udienza pre-dibattimentale lampo martedì davanti alla terza sezione penale: pochi minuti per respingere la richiesta dell'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Lovati, di sospendere il processo al 73enne di Vigevano in attesa di vedere gli sviluppi processuali dell'inchiesta pavese su Sempio, e fissare l'inizio del processo per il 14 settembre alle 9. Un rinvio a giudizio "obbligato", hanno detto Lovati e Gallo fuori dall'aula, dopo la decisione di non patteggiare e non scegliere riti alternativi come l'abbreviato o la messa alla prova. L'accusa mossa dal pubblico ministero Fabio De Pasquale all'ex difensore di Sempio è di aver offeso "la reputazione e l'onore" in particolare del defunto professor Angelo Giarda, storico difensore dell'ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni, il 13 marzo 2025. Quando ha definito l'indagine condotta nel 2017 sul suo assistito come "il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda" e poi, di fronte alle telecamere di TG1, TG2, TG3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia TV, Fanpage, Antenna 3 e trasmissioni come Quarto Grado, Le lene, Mattino Cinque, ha ribadito che l''istruttoria del 2017" su Sempio "è stata frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi" che avrebbero "clandestinamente prelevato il Dna al mio assistito". Frasi pronunciate fuori dalla Caserma Montebello di via Monti del Comando Legione carabinieri Lombardia, in cui il suo assistito era stato convocato oltre un anno fa per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini sull'omicidio. Riferimenti a quando, nell'autunno 2016 senza il consenso di Sempio gli investigatori della SKP di Luca Tartaglia su mandato dalla difesa Stasi acquisirono il suo profilo genetico da una tazzina di caffè, un cucchiaino di metallo e una bottiglietta di plastica per svolgere le indagini difensive dopo la condanna di Stasi passata in giudicato nel dicembre 2015. Vicenda per cui, all'epoca, furono Sempio e Lovati a querelare i Giarda e i loro investigatori privati. Ne nacque un'inchiesta contro ignoti, sempre del pm De Pasquale, che si vide rigettare la prima richiesta di archiviazione dalla gip Elisabetta Meyerordinando l'iscrizione sul registro degli indagati del professore e dei detective, poi definitivamente archiviati dalla gip Anna Calabi anche perché, per effettuare il 'prelievo' da Sempio', era stata chiesta un'autorizzazione al Garante della Privacy. Un'archiviazione in cui il "gip di Milano" ha indicato "esplicitamente che tutto quello che era stato fatto era stato svolto nei limiti della correttezza e del codice di procedura penale" ha detto martedì a margine dell'udienza Enrico Giarda che con il fratello Fabio si è costituito parte civile contro Lovati. "Non riusciamo a capire perché abbia continuato su questa strada - ha concluso -. Uno può dire quello che vuole ma anche noi siamo liberi di prendere le nostre iniziative a tutela".