Roma, 26 mag. (askanews) – Si riaccende lo scontro sul fine vita dopo che la capigruppo di Palazzo Madama, all’unanimità, aveva deciso di mettere una data certa per l’approdo in aula il 3 giugno (e, in caso di mancanza di un testo condiviso, aprire l’esame sulla proposta del dem Alfredo Bazoli). Il centrodestra ha infatti dato seguito oggi a quanto aveva annunciato nei giorni successivi e in commissione ha votato, a maggioranza, per riaprire il termine per gli emendamenti, peraltro al 9 giugno. Ci saranno anche due audizioni: con il Cnr e l’istituto superiore di Sanità.

Protestano le opposizioni che vedono in questa scelta una ‘mossa’ per “prendere tempo” a causa della difficoltà di trovare una “sintesi”, in particolare sul ‘nodo’ del Ssn, su cui ci sono sensibilità diverse all’interno del centrodestra con Fdi che non vuole assolutamente che questo venga coinvolto. Da quanto ha riferito la capogruppo di Fi Stefania Craxi, l’orientamento sul Ssn sarebbe quello di “superare il tema del sistema sanitario nazionale però non lasciando che nessuno rimanga senza assistenza gratuita”. Una posizione inaccettabile per i gruppi di minoranza. Che a questo punto chiedono che si vada in aula il 3 giugno a ‘vedere le carte’ come era stato concordato.