Negli ultimi anni è in corso un enorme cambiamento nelle relazioni economiche tra greci e turchi, due vicini storici le cui leadership politiche a volte si trovano in tensione e a volte attraversano la cosiddetta fase delle "acque chete", espressione con cui è stato descritto anche il periodo più recente.
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Se il volume complessivo sia degli scambi commerciali sia del turismo tra i due Paesi risulta essere raddoppiato negli ultimi cinque anni, questo avviene però in modo più squilibrato rispetto a quanto accadeva in passato.
"Fino a dieci anni fa dalla Grecia venivano in Turchia per fare shopping, soprattutto a Istanbul, ad Adrianopoli e a Kesan. Adesso invece sono molti di più i visitatori dalla Turchia che vanno in Grecia, perché qualsiasi cosa vogliano comprare lì è più economica", commenta Maria Dimou, residente a Istanbul.
"Qui in Turchia sono economici solo i beni assolutamente necessari per vivere, per riuscire a tirare avanti. Ma quando qualcuno vuole comprare qualcosa di più caro, di migliore qualità, il prezzo schizza alle stelle. Così molti vengono in Grecia e visitano la Tracia, soprattutto Alessandropoli, ma arrivano anche fino a Kavala, sia per turismo sia per fare compere, soprattutto generi alimentari, bevande e salumi, che qui sono molto costosi", aggiunge Maria Dimou.











