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5 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:20

La crisi geopolitica innescata dalla guerra, arrivata quasi al quarto anno, della Russia contro l’Ucraina ha scatenato una corsa europea al riarmo che sta compromettendo le relazioni anche tra membri della Nato, seppur da sempre in rapporti difficili. È il caso della Grecia e Turchia. Funzionari turchi hanno dichiarato che, pur essendo fermamente impegnata a trasformare il Mar Egeo in una zona di pace e stabilità, la Turchia neutralizzerà risolutamente qualsiasi minaccia, in risposta ai recenti commenti del ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, sui piani di Atene di schierare missili sulle isole dell’Egeo. “Tutti gli sviluppi nella nostre regioni, comprese le attività militari della vicina Grecia, vengono monitorati con attenzione. Come sottolineiamo costantemente, la nostra priorità principale è la pace e la stabilità della nostra regione, incluso il Mar Egeo. Ci assumiamo le nostre responsabilità di conseguenza e ci aspettiamo dalla Grecia che persegua lo stesso approccio costruttivo”, hanno dichiarato ai giornalisti fonti del ministero della Difesa turco il 4 dicembre.

Le osservazioni del ministero hanno fatto seguito alla dichiarazione di Dendias su una nuova dottrina di difesa greca che include l’armamento delle isole dell’Egeo con missili a guida di precisione, forniti principalmente da Israele. La nuova dottrina greca viene considerata ostile dalla Turchia, che sta rafforzando le proprie capacità difensive e di deterrenza in una regione densa di conflitti armati. Il Mar Nero su cui si affacciano la Turchia, l’Ucraina e la Russia, dopo l’annessione unilaterale della Crimea, è oggi uno dei luoghi dove già si scontrano gli interessi non solo di questi paesi.