«A modo nostro», con una «A» in bella vista. Recita così la maglia celebrativa che calciatori e staff del Lecce indossano nella festa del «Via del Mare» dopo la vittoria contro il Genoa, che ha sancito la fine del campionato e il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. Il «modo» del club salentino è quello giusto per fare calcio a certe latitudini. Una strada inevitabilmente e fisiologicamente tortuosa, ma vincente. Lo dicono i risultati. Per la prima volta nella sua storia, il Lecce prenderà parte al quinto campionato di serie A. Un traguardo storico, che certifica quella che è a tutti gli effetti l’epoca d’oro del calcio leccese.
Un obiettivo raggiunto al termine di un’annata sofferta ma entusiasmante, con un finale al cardiopalma. Dal gol di Stulic sul filo del rasoio a Reggio Emilia, passando per la lunga attesa della partita con il Genoa, fino al gol di Banda che ha regolato la sfida ai rossoblu e ha fatto partire la festa dei 28mila del «Via del Mare». Una festa che nella notte si è spostata per le vie del centro, un sentimento gioioso che pervaderà la città anche nei giorni a venire. Sono tanti i fotogrammi simbolici della serata che ha proiettato il Lecce oltre la storia. C’è il volto visibilmente segnato dall’emozione di Eusebio Di Francesco. Che rivincita per il tecnico giallorosso, che aveva un credito da riscuotere con il calcio e con la serie A, dopo le due annate sfortunate alla guida di Frosinone e Venezia. Anche quest’anno è arrivato a giocarsi la salvezza all’ultima giornata, ma questa volta per lui c’è stata la gloria.














