L’ora della verità sta per arrivare. Domani, alle 20.45, il Lecce scenderà in campo sul manto erboso del «Via del Mare» ed affronterà il Genoa in un match determinante ai fini della conquista di quella che sarebbe la quarta salvezza consecutiva in massima serie del team giallorosso.
Se è stata storica la permanenza ottenuta nella passata stagione, la terza di fila (obiettivo mai centrato in precedenza dal club salentino), è facile intuire quale valenza avrebbe quella di quest’anno, che però è un traguardo ancora tutto da raggiungere. In città e nel territorio, il match di domani è uno degli argomenti più gettonati. Tra calciofili incalliti, ma anche tra chi abitualmente discute di altro. Negli uffici, al supermercato, dal barbiere come dal panettiere e finanche dal gioielliere. I social ed i blog sono pieni zeppi di commenti, di incitamenti a mettercela tutta, di speranze e di timori, di moti d’orgoglio, di ricordi e di riti scaramantici.
C’è chi tira fuori la sciarpa o la maglia giallorossa con la quale si reca allo stadio tutte le volte che il Lecce gioca in casa. Chi ritiene che l’occasione valga l’acquisto di una nuova casacca, con stampigliato il nome di uno dei calciatori del momento. Chi rimane legato alla divisa che reca il nome di uno dei grandi interpreti del passato e non intende certo abbandonarla proprio in una circostanza tanto importante, non fosse altro per non rischiare che una simile scelta porti jella.









