Lo scorso sabato 16 maggio a New York si è tenuto un rally contro la citazione in giudizio di un ospedale della città per aver garantito i percorsi di affermazione di genere delle persone trans. Tra i cartelli e i manifesti uno forse esemplifica l’aria che si respira: “State odiando l’1% sbagliato”. È infatti attorno a questa cifra che si muove la percentuale di persone trans negli Stati Uniti. Eppure l’amministrazione Trump tratta una parte della comunità queer come una minaccia nazionale, come se eradicando quell’1%, il Paese potesse rifiorire. Non si tratta solo di un contentino per i bigotti, di un errore di calcolo o di una semplice, e molto comune, ossessione per i dissidenti di genere. È un attacco alla forza rivoluzionaria che la transness rappresenta: la più esplicita autodeterminazione di un corpo e il rifiuto della declinazione Maga di “Dio, Patria e Famiglia”, qualsiasi essa sia. La Procura federale del Distretto settentrionale ha quindi ora richiesto alla Nyu Langone Health, uno dei più grandi sistemi ospedalieri di New York, di comparire davanti a un tribunale federale e consegnare le cartelle cliniche dei pazienti minorenni che hanno ricevuto cure di affermazione di genere tra il 2020 e il 2026.La citazione in giudizio richiede anche i nomi degli operatori sanitari coinvolti nei percorsi di affermazione e sta interessando anche altre strutture sanitarie. Nel frattempo New York prova a opporre resistenza attraverso le cosiddette shield laws nate per proteggere pazienti e personale medico dalle azioni legali di altri Stati contro chi fornisce o riceve cure di affermazione di genere o servizi per l’aborto. Proprio per questo i funzionari della Nyu Langone hanno dichiarato di essere obbligati a informare i pazienti dell’indagine federale.Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca le pressioni federali sugli ospedali si sono moltiplicate. Nel febbraio 2025 attivisti e personale sanitario si erano già mobilitati proprio a New York per chiedere all’ospedale ora coinvolto di continuare a garantire trattamenti considerati salvavita per molti adolescenti trans: bloccanti della pubertà e terapia ormonale sostitutiva. Nonostante questo, nel febbraio 2026 l’ospedale ha annunciato la sospensione dei servizi per i minori, motivandola con «l’attuale contesto normativo».Una scelta che per la procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, rischia di configurare una discriminazione vera e propria. In una lettera inviata agli operatori sanitari nel 2025, James ha scritto che negare cure alle persone transgender sulla base della loro identità di genere, continuando invece a offrirle ai pazienti cisgender, viola di fatto la legge dello Stato di New York. Dalla chiusura dei programmi del Nyu Langone Health per le persone trans minorenni il movimento queer ha continuato a fare pressione sul sindaco di New York Zohran Mamdani affinché mantenesse la promessa di ampliare l’accesso alle cure per le persone trans.Quello degli ospedali non è certo il primo attacco dell’amministrazione Trump: lo scorso febbraio l’Agenzia federale per le Carceri ha approvato una politica che nega le cure mediche per le persone trans, così come l’accesso a qualsiasi tipo di oggetto, come una parrucca o un binder, che possono aiutare una persona ad affermare il proprio genere. È essenziale capire come la transness minaccia il sistema di potere che Trump incarna. È l’unico modo per dare un contorno nitido a questa ossessione politica, per smantellarla.