Il governo Sánchez approva il progetto di legge che recepisce l’AI Act europeo. Nel mirino deepfake, manipolazione degli utenti e sfruttamento delle persone vulnerabili. Ma c’è già una polemica: le amministrazioni pubbliche restano escluse dalle sanzioni economicheIl governo Sánchez approva il progetto di legge che recepisce l’AI Act europeo. Nel mirino deepfake, manipolazione degli utenti e sfruttamento delle persone vulnerabili. Ma c’è già una polemica: le amministrazioni pubbliche restano escluse dalle sanzioni economicheSe fino a oggi il dibattito sull’intelligenza artificiale si è concentrato soprattutto sulle promesse della tecnologia, la Spagna ha deciso di mettere al centro anche le sue conseguenze. Il governo guidato da Pedro Sánchez ha approvato un nuovo progetto di legge che introduce uno dei sistemi sanzionatori più severi d’Europa contro gli abusi dell’IA, con multe che possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale delle aziende coinvolte.La norma, che ora dovrà essere discussa e approvata dal Parlamento spagnolo, rappresenta uno dei primi tentativi concreti di tradurre in regole nazionali l’AI Act dell’Unione Europea, il regolamento che punta a disciplinare lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel continente.Deepfake, immagini false e furto d’identitàUno dei punti più rilevanti del testo riguarda i contenuti generati artificialmente. La legge introduce l’obbligo di segnalare in modo chiaro immagini, video e audio creati o modificati tramite IA quando possono indurre in errore gli utenti: chi realizza o diffonde un contenuto sintetico dovrà indicarlo esplicitamente. La mancata segnalazione dei deepfake viene considerata una violazione grave e potrà comportare sanzioni milionarie. La misura arriva mentre cresce in tutta Europa la preoccupazione per la diffusione di immagini false sempre più realistiche, spesso utilizzate per frodi, campagne di disinformazione o furti d’identità.Stop ai deepfake sessualiTra le novità inserite nella versione finale della legge compare anche il divieto esplicito dei deepfake sessuali, una categoria di contenuti che negli ultimi anni ha registrato una crescita impressionante.La stretta arriva dopo diverse polemiche che hanno coinvolto strumenti di generazione automatica di immagini e casi di fotografie manipolate senza consenso. Negli ultimi mesi la Spagna è diventata uno dei Paesi europei più attivi sul tema, arrivando persino a proporre a Bruxelles il divieto dei sistemi IA utilizzati per generare contenuti sessuali non consensuali. Una proposta che l’Unione Europea ha poi accolto nelle recenti modifiche all’AI Act. La direzione è chiara: non limitarsi a perseguire chi diffonde questi contenuti, ma intervenire direttamente sugli strumenti che ne permettono la creazione.Non solo deepfake: vietata la manipolazione delle persone vulnerabiliTra le pratiche proibite rientrano anche i sistemi progettati per manipolare il comportamento degli utenti attraverso tecniche subliminali o sfruttando condizioni di vulnerabilità legate all’età, alla disabilità o alla situazione economica. Un esempio citato dal governo riguarda chatbot capaci di identificare persone con dipendenza dal gioco d’azzardo per indirizzarle verso piattaforme di scommesse online. Anche questo tipo di utilizzo dell’intelligenza artificiale verrebbe considerato illegale.Il testo recepisce inoltre alcuni dei divieti già previsti dall’AI Act europeo, come i sistemi di social scoring e alcune forme di classificazione biometrica considerate incompatibili con i diritti fondamentali dei cittadini. La Spagna è tra i Paesi europei che stanno cercando di posizionarsi come laboratorio normativo dell’intelligenza artificiale. Ospita infatti l’agenzia nazionale di supervisione dell’IA, la Aesia, che dovrà vigilare sull’applicazione delle nuove regole. L’obiettivo dichiarato dal governo è costruire un modello di sviluppo dell’AI che sia “etico, inclusivo e benefico”, imponendo trasparenza e responsabilità a chi utilizza queste tecnologie.La polemica: lo Stato non pagaNon mancano però le critiche: diverse associazioni che si occupano di diritti digitali contestano il fatto che il regime sanzionatorio non si applichi alle amministrazioni pubbliche. Mentre aziende e privati rischiano multe milionarie, per gli enti pubblici sarebbero previsti soltanto richiami formali o avvertimenti.Una scelta che secondo i critici rischia di creare un doppio standard proprio nel momento in cui anche le pubbliche amministrazioni stanno sperimentando sempre più strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Al di là dell’iter parlamentare ancora da completare, la mossa della Spagna mostra quale potrebbe essere la direzione della regolamentazione europea nei prossimi anni. Se la prima fase del dibattito sull’IA è stata dominata dall’innovazione, quella che si sta aprendo sembra sempre più centrata sulla responsabilità.E in questo scenario i deepfake stanno diventando il terreno di scontro più evidente: perché per la prima volta non è soltanto la veridicità delle informazioni a essere in discussione, ma la possibilità stessa di distinguere ciò che è reale da ciò che è stato generato da una macchina.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp