SESTO AL REGHENA - Aveva supportato fino all'ultimo il figlio Renato, mancato nell'ottobre del 2023 a causa di una leucemia a soli 22 anni. E dopo cinque anni di fatiche, su e giù per le cure da Padova a Roma (da cui era nato il libro "Le farfalle vivono un giorno solo", scritto dal giovane), e un dolore immenso, era cominciato un altro calvario. È morto domenica Carmine Perrone, militare di 55 anni. Sergente maggiore aiutante, aveva lottato per circa un anno e mezzo contro una malattia oncologica.
Perrone, nato il 4 agosto 1970, era originario di Sant'Antimo, città che si trova nella provincia di Napoli. Si era diplomato all'istituto tecnico per geometri G.B. Della Porta nel capoluogo campano e aveva poi intrapreso la carriera militare. E intanto aveva incontrato e sposato la sua Stefania. La famiglia si era allargata, con la nascita di Armando e Renato. Quando i ragazzi erano piccoli, si erano trasferiti tutti a Sesto al Reghena. Perrone aveva lavorato a lungo in una caserma del pordenonese. Una vita dedicata alla carriera, ma soprattutto alla famiglia. E nei momenti liberi, lo sport, in particolare il ciclismo, e i viaggi. Negli ultimi anni si era trovato ad affrontare periodi difficilissimi, tra la malattia del figlio e la sua, ma cercava di non farli pesare a nessuno. «Anche nei momenti più brutti - racconta un'amica della famiglia - lui, così come la moglie, hanno sempre cercato di dire una parola positiva, non si sono mai lamentati». Sempre discreto e riservato, Perrone si era fatto volere bene da tutte le persone che l'avevano conosciuto.











