I sindacati Cgil Fp e Csa proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori di asili nido e scuole d’infanzia comunali.
Immagine di repertorio
Maestre, amministrativi e bidelli degli asili nido e delle scuole d'infanzia comunali in stato di agitazione. La protesta, proclamata dai sindacati Cgil Fp e Csa, riguarda tutto il settore educativo- scolastico 0-6 anni. I lavoratori chiedono, tra le altre cose, "smart working per il personale amministrativo, per le attività che possono essere eseguite nei periodi di sospensione didattica" e "formazione a distanza", oltre ad assunzioni e promozioni. Il documento inviato al Prefetto, al sindaco e agli uffici, è firmato da Danilo Criscuolo, per la Cgil Fp, e da Francesca Pinto, per il Csa.
I motivi della protesta dei lavoratori di asili e scuole d'infanzia Sono diversi i motivi della protesta. Al primo posto, si legge, la "riorganizzazione delle ore per Attività Funzionali e Formazione attraverso regolamentazioni amministrative e tecniche che ne consentano l’espletamento anche in modalità a distanza ove compatibile con la natura dell’attività". Nel mirino, l'organizzazione delle attività integrative che comporterebbero disagi e difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. I sindacati avevano chiesto di rivederla prima dell'avvio dell'anno scolastico, chiedendo la possibilità di applicare la "modalità telematica di una parte di queste attività". In particolare, sulla formazione del personale, "l’esperienza di questo anno scolastico ha evidenziato gli enormi disagi vissuti dal personale costretto per alcuni corsi di formazione a spostamenti verso altre sedi-municipalità senza alcun rimborso per le spese sostenute e in orari che consentono il rientro a casa solo in serata". Da qui, la richiesta di poterla fare in remoto. "Proponiamo, infine, che possano concorrere al raggiungimento delle ore di formazione previste anche le attività di autoformazione svolte nel corso dell'anno di riferimento ove attinenti al profilo e certificate da enti qualificati".







