Gli ultimi dettagli della trattativa. Trump insiste: "Un grande accordo oppure guerra"

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L'accordo tra Usa e Iran è vicino, ma la firma non è imminente. Dopo che il segretario di stato americano Marco Rubio ha parlato della possibilità di chiudere l'intesa già nella giornata di ieri, Teheran dice che sono stati fatti progressi, ma rimane da discutere la questione cruciale del nucleare. Anche Donald Trump frena, spiegando che "i negoziati stanno procedendo bene. Sarà un grande accordo per tutti, oppure nessun accordo affatto. Si tornerà sul fronte di battaglia, a sparare, ma in modo più massiccio e intenso che mai. E nessuno lo vuole". "Abbiamo sul tavolo quella che credo sia una proposta piuttosto solida in termini di capacità di aprire gli stretti. Ha molto sostegno nel Golfo, ogni Paese con cui ne abbiamo parlato capisce che non è solo molto ragionevole, ma è la cosa giusta da fare per il mondo", sottolinea Rubio, esprimendo fiducia nel fatto che l'Iran "avvierà un negoziato molto reale, significativo e a tempo limitato sul nucleare".La Repubblica islamica, da parte sua, dichiara che con gli Usa hanno raggiunto intese su "gran parte delle questioni" nel corso dei colloqui, ma "un accordo non è imminente", come fa sapere il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei. Secondo fonti di alto livello citate dalla tv saudita Al Arabiya, "l'Iran è pronto a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal suo territorio e pone come condizione che venga trasferito in Cina, ma sta cercando garanzie da Pechino prima di procedere alla firma con gli Stati Uniti". Il capo dell'esercito pakistano, generale Asim Munir, ritiene che "l'accordo sia giunto alle fasi finali ed è ormai prossimo alla conclusione", tanto da aver informato in merito il presidente cinese Xi Jinping, che ha visto a Pechino subito dopo il suo viaggio a Teheran.