Calcio

“Non voglio far polemica, però non voglio neanche sentire minimizzare. Una bottiglietta non ti sfonda e frantuma la calotta cranica”. Pierluigi Basoccu, padre di Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino ferito gravemente durante i disordini scoppiati prima del derby di Torino, parla dall’esterno dell’ospedale Molinette. Al suo fianco c’è la moglie. Il figlio resta ricoverato in prognosi riservata: le prossime 72 ore saranno cruciali. Basoccu continua a sostenere un punto: suo figlio è stato colpito da un lacrimogeno.

“C’erano 200-300 ragazzi di tutte le età che avevano tutti la stessa polemica, nel senso che avevano sparato ad altezza d’uomo questi fumogeni. Purtroppo è stato un effetto devastante“, afferma Pierluigi Basoccu. L’inchiesta aperta dalla procura di Torino deve chiarire cosa abbia colpito il tifoso juventino. Gli investigatori stanno analizzando decine di videoregistrazioni raccolte nella zona e non escludono nessuna ipotesi: si indaga sia sulla possibilità che Basoccu sia stato centrato da una pietra o una bottiglia, sia su quella di un lacrimogeno sparato dalla polizia.

Il padre però, dopo aver parlato delle condizioni del figlio, vuole sottolineare anche un altro aspetto: “Siccome l’ordine pubblico era della polizia, col massimo rispetto lo dico, il fatto che la stessa polizia faccia le indagini mi sembra una cosa un po’ strana“. Basoccu rifiuta anche l’etichetta di ultrà violento per il figlio: “Sembra che loro stessero aspettando di entrare accompagnati dalla polizia dall’antistadio al settore ospiti. C’è stata una carica di qualche pseudo tifoso del Toro e a questa carica la polizia ha risposto in maniera molto importante, cominciando subito a sparare questi razzi“.