Marco Leonardo Basoccu, il commercialista milanese di 36 anni colpito alla testa da un oggetto contundente prima del derby tra Juve e Toro, resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Molinette. Dopo l’intervento effettuato dall’equipe di neurochirurgia diretta dal professor Diego Garbossa è stato sottoposto ad una tac di controllo: «Le condizioni sono stabili, il paziente resta intubato e la prognosi riservata».
«Ci hanno detto che dobbiamo attendere almeno 72 ore per capire qualcosa in più, non ci resta che pregare e sperare», dice papà Pierluigi appena arriva all’ospedale insieme alla moglie Maria Teresa. È stata una notte senza sonno per i due genitori: «Solo all’una di stanotte ci hanno fatto vedere Marco per pochi minuti, dopo che è rimasto sotto i ferri per tre ore. Questa cosa ci sta stravolgendo la vita ma, per fortuna, abbiamo trovato medici straordinari e gentili che capiscono il nostro dramma». Il padre, ex funzionario di banca, però, vuole ribadire quello che per lui è una certezza: «Mio figlio è stato colpito da un lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo che gli ha spaccato la testa. Lo dicono gli altri ragazzi dei Viking che erano intorno a lui e, dopo aver sentito un botto, lo hanno visto cadere in terra privo di sensi, in una pozza di sangue. Io non credo all’ipotesi della bottiglia. Perché una bottiglia che ti colpisce al capo, ti può anche provocare un taglio profondo, ma non ti apre il cranio».











