TORINO - «A ferire mio figlio è stato un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo, non ho alcun dubbio. Ci sono duecento ragazzi pronti a testimoniare, lui e gli altri erano davanti ai varchi in attesa di essere controllati quando sono stati assaliti». Pierluigi Basoccu è il papà di Marco, il tifoso juventino ricoverato in coma farmacologico all'ospedale Molinette di Torino. «Ho pensato che sarebbe morto, che non l'avrei più rivisto», dice. Basoccu è rimasto coinvolto negli scontri avvenuti domenica sera poco prima del derby tra il Torino e la Juventus. Che cosa abbia ferito il tifoso è ancora da chiarire.
Le immagini Nelle immagini in mano alla polizia, disturbate però dal fumo, si vede il giovane accasciarsi davanti al settore ospiti. Resta da capire che cosa lo abbia ferito, se un lacrimogeno, una bottiglia o un altro oggetto contundente. Non si esclude nemmeno il "fuoco amico". Tra gli ultras juventini c'è la convinzione che il tifoso sia stato colpito da un lacrimogeno sparato dalle forze dell'ordine durante le cariche successive ai contatti tra le due tifoserie. Adesso la procura di Torino ha aperto un'inchiesta per lesioni gravi, mentre la Digos ha sequestrato i filmati delle telecamere di zona e anche quelli dei droni utilizzati per riprendere il match. Intanto, per gli scontri avvenuti domenica sera ci sono i primi 8 arrestati, 3 in flagranza, tutti della tifoseria bianconera. Le accuse sono resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso e possesso di artifizi pirotecnici durante manifestazioni sportive. Il questore di Torino, Massimo Gambino, ha inoltre emesso 11 Daspo. Sei gli agenti rimasti contusi negli scontri. Domenica sera la partita è stata rinviata di un'ora, in attesa di conoscere le condizioni del tifoso ferito. Dato l'episodio gli ultras juventini avevano chiesto la sospensione. Una richiesta che non è stata però accolta e in segno di protesta tanti tifosi bianconeri hanno abbandonato lo stadio.Chi è Marco Leonardo Basoccu, commercialista, appartiene ai Viking di Milano. La settimana scorsa, con la fidanzata, aveva comprato un appartamento. «Voglio solo uscire da questo incubo - ripete il padre - Spero che Marco si riprenda e non abbia danni permanenti». Il professor Diego Garbossa, primario di Neurochirurgia della Città della Salute a cui appartiene l'ospedale Molinette di Torino, è il medico che sta seguendo il tifoso. «È stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per una situazione traumatica significativa», spiega. Saranno decisive le prossime ore per escludere danni neurologici. Le violenze hanno provocato una dura reazione da parte del mondo istituzionale e sportivo. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha condannato gli episodi: «Non è sport: è delinquenza e criminalità. Abbiamo bisogno di buoni esempi e la cronaca nazionale offre scenari raccapriccianti, c'è mancanza di rispetto assoluto e mancanza di rispetto per la vita».










