26 Maggio 2026 – Lettura: 3 minuti
Le Big Tech finanziano lezioni che insegnano ai più giovani a navigare con moderazione. Ma secondo i critici e una storica sentenza, questa strategia può in realtà favorire la dipendenza dalla tecnologia…
I colossi tecnologici americani Google e Meta, società madri di piattaforme come YouTube e Instagram, fanno ancora discutere. Questa volta le critiche riguardano le costose collaborazioni con celebri marchi per l’infanzia come Sesame Street, Girl Scouts e Highlights Magazine, iniziate tra il 2024 e il 2025 e che nel frattempo hanno raggiunto oltre 1 milione di studenti. Con il sostegno finanziario dei due giganti tech, i brand sono stati coinvolti nella realizzazione di lezioni sull’uso responsabile della tecnologia, diffuse attraverso personaggi colorati, riviste illustrate e jingle facilmente riconoscibili. Secondo molti, però, questa strategia rischia di trasformarsi nell’ennesimo strumento per incentivare l’utilizzo dei social media tra i più giovani.
Bambina che usa un tablet (foto Unsplash).
I marchi scelti per queste partnership si rivolgono principalmente a bambini intorno ai 12 anni. Un’età che, secondo molti pediatri, è ancora troppo precoce per il possesso e l’uso abituale di uno smartphone. Un’iniziativa presentata come educativa e orientata al benessere digitale che si contrappone, però, al modello di business di aziende come Google e Meta, fondato proprio sulla massimizzazione del tempo trascorso dagli utenti sui dispositivi digitali.








