Matilde Baldi è morta a soli 20 anni per un incidente sull’A33 Asti-Cuneo, causato da una presunta gara di Porsche. Il fidanzato: “Non voglio sapere chi è stato a ucciderla- Tanto nulla potrà ridarmela”. I suoi organi donati salveranno 15 persone.
"È assurdo che la mia Matilde sia morta così, per una gara di velocità: fa ancora più rabbia. Lei era una persona pura e lo ha dimostrato anche nella morte, salvando dieci vite con la donazione dei suoi organi". A parlare è Francesco Tozaj, fidanzato di Matilde Baldi, ventenne di Montegrosso d’Asti, intervistato da Repubblica. Il 25enne rivive con dolore gli ultimi momenti accanto alla ragazza, trascorsi al suo fianco nel letto dell’ospedale di Alessandria. Ha pregato, le ha parlato, le ha tenuto la mano per ore, sperando che si risvegliasse. Ma Matilde non ce l’ha fatta, arrendesosi dopo cinque giorni di coma. "Non voglio sapere chi è stato a ucciderla", dice Francesco. "Tanto nulla potrà ridarmela. Non mi interessa la vendetta, non saprei neanche come reagire se mi trovassi davanti l’uomo alla guida della Porsche". In questi giorni ha parlato spesso con la mamma della fidanzata, condividendo ricordi e dolori: "Pensavamo soltanto a Matilde e a tutto ciò che abbiamo vissuto con lei. Sono stato il primo ad arrivare in ospedale e le sono stato accanto fino alla fine. I medici mi hanno detto che almeno non ha sofferto".











