Il 25 maggio sono stati effettuati gli esami sulle salme di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri, oggi vengono invece analizzati i corpi di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino. Per chiarire quanto accaduto sarà determinante l'analisi delle go-pro e della strumentazione indossata dalle vittime

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Sono state effettuate ieri (25 maggio) all'ospedale di Gallarate, in provincia di Varese, le autopsie sulle salme di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri, due dei cinque sub italiani morti durante la drammatica immersione alle Maldive. Nessuna indiscrezione trapela sulla possibile causa della morte dei sub: i consulenti tecnici devono infatti attendere l'esito degli esami tossicologici prima di potersi esprimere. Saranno necessari alcuni giorni per ricevere i risultati di questi test. Oggi, dalla tarda mattinata, gli esami autoptici sui corpi di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino. Per chiarire quanto accaduto sarà determinante l'analisi delle go-pro e della strumentazione indossata dalle vittime, ma per acquisire quel materiale l'Italia dovrà chiedere una rogatoria.

La prof Montefalcone e le missioni

Intanto uno dei legali della famiglia di Monica Montefalcone ha parlato dell’università di Genova, per la quale l'esperta lavorava: "Queste missioni hanno ricorrenza annuale se non semestrale e l'università è assolutamente consapevole di quello che viene fatto", ha detto Alessandro Albert. Per l'altro avvocato, Giuseppe Pugliese, "ci sono dati oggettivi. La professoressa era lì perché doveva svolgere un'attività nell'ambito dell'ateneo: stiamo parlando di una persona di altissima competenza, di grandissima esperienza professionale, non era lì come un comune turista che trascorre un periodo piacevole di vacanza facendo immersioni a scopo ricreativo. Si tratta di elementi che le indagini ci consentiranno di approfondire". Opinione, quest'ultima, condivisa anche da Antonello Riccio, avvocato dei familiari di Federico Gualtieri.